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The terminal – Part I

Ritardi cancellazioni e negati imbarchi sono causa di enormi disagi anche se gli aeroporti assomigliano a grandi centri commerciali. Che diritti ha il passeggero quando il suo volo è cancellato oppure vi è un negato imbarco oppure è in ritardo?

Chi ricorda il film “The terminal” con l’attore Tom Hanks e la regia di Steven Spielberg ? E’ la storia di un incubo : Viktor, (il protagonista, interpretato da Tom Hanks ) proveniente da un immaginario Stato dell’Europa orientale, è costretto, per motivi burocratici (non validità del suo passaporto a causa di un colpo di Stato nel suo paese avvenuto mentre era in volo) a sostare nell’aeroporto internazionale “John Fitzgerald Kennedy” di New York, all’interno del terminal dedicato ai voli internazionali; gli viene negato il visto d’ingresso negli Stati Uniti e, contemporaneamente, la possibilità di far ritorno a casa.

La permanenza dura mesi: in aeroporto, senza mai poter uscire, con la necessità di dormire, mangiare e vivere, Victor si organizza, si ritaglia spazi, inventa soluzioni di sopravvivenza, ed alla fine trova anche l’amore.

Gli aeroporti di tutto il mondo, d’altra parte, assomigliano sempre di più a grandi centri commerciali ,con aree nelle quali è possibile fare shopping, mangiare, addirittura dormire (le famose “capsule” adatte a riposare fra una coincidenza e l’altra).

La domenica famiglie intere sfidano il traffico e percorrono chilometri per trascorrere “entusiasmanti” pomeriggi nei centri commerciali ma, quando la permanenza in un centro commerciale, fosse pure nell’aeroporto più bello del mondo, viene imposta da cause di forza maggiore, tutto cambia.

L’incubo di Victor è sempre in agguato.

E’ quello che capita in caso di ritardi e cancellazioni di voli.

Comunicazioni di ritardi e cancellazioni sono causa di disagi enormi per i passeggeri, che non possono far altro che subirne le conseguenze.

Che diritti ha il passeggero quando il suo volo è cancellato oppure vi è un negato imbarco (ad esempio per overbooking) oppure è in ritardo?

Il passeggero ha diritto ad un rimborso ed all’ “assistenza a terra” che si concretizza in pasti bevande etc sotto forma di voucher.

In Europa, al fine di disciplinare dettagliatamente la materia è stato introdotto il Regolamento CE n. 261/2004, una vera e propria “carta dei diritti del passeggero” che regolamenta i diritti dei passeggeri.

L’art. 3 delimita “l’ambito di applicazione” “ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro soggetto alle disposizioni del trattato;

b) ai passeggeri in partenza da un aeroporto situato in un paese terzo a destinazione di un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro soggetto alle disposizioni del trattato, salvo se i suddetti passeggeri hanno ricevuto benefici o una compensazione pecuniaria e assistenza nel paese terzo in questione, qualora il vettore aereo operante il volo in questione sia un vettore comunitario.”

In che consistono questi diritti/doveri?

In sintesi le compagnie aeree hanno l’obbligo di predisporre“assistenza a terra” ed i passeggeri hanno il diritto a vedersi riconoscere  un rimborso economico, la “compensazione pecuniaria”.

Procediamo con ordine.

L’assistenza a terra:

la compagnia aerea, ai sensi dell’art. 9 del regolamento 261/04 deve, a titolo gratuito, offrire pasti e bevande “congrue alla durata dell’attesa”misure/obblighi che si concretizzano, nella maggior parte dei casi, in buoni non convertibili, da utilizzare all’interno delle strutture del Terminal o del Gate, al fine dell’acquisto, appunto, di pasti e bevande.

Qualora si renda necessario il pernottamento, a causa di partenza posticipata al giorno successivo, la compagnia aerea deve provvedere gratuitamente anche alla sistemazione in albergo (con annessa cena) unitamente al trasporto tra l’aeroporto e la struttura.

In ogni caso è previsto altresì che“il passeggero ha diritto ad effettuare a titolo gratuito due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica”. Ovviamente questi diritti sono meno sentiti e richiesti poiché, nella maggior parte dei casi, il passeggero sopperisce con mezzi propri senza aggravi sensibili di spesa.

Passiamo ad analizzare l’altro diritto, quello che poi catalizza la maggior attenzione, la compensazione pecuniaria prevista dall’art. 7.

Il regolamento 261/04, prevedeva questo diritto solo per casi di negato imbarco “non consenziente” (art. 4)  e cancellazione volo (art.5).

L’art 6 nel disciplinare il ritardo è sprovvisto di un richiamo esplicito all’art 7, che prevede la compensazione pecuniaria.

Sentenze interpretative della Corte di Giustizia Europea (tra le tante, procedimenti C- 402/07 ; C- 432/07 Sentenza “Sturgeon”) hanno ritenuto che i passeggeri possano accedere al diritto della compensazione pecuniaria anche nei casi di ritardo prolungato; difatti, “ai fini dell’interpretazione di una norma di diritto comunitario si deve tener conto non soltanto della lettera della stessa, ma anche del suo contesto e degli scopi perseguiti dalla normativa di cui essa fa parte”.

Il regolamento 261/04 (punto 2 dei “considerando”) prevede proprio una equiparazione tra i vari casi, evidenziando che il ritardo prolungato (quantificato in tre ore o più oltre l’orario di arrivo previsto originariamente) comporta disagi simili a quelli della cancellazione e del negato imbarco.

Il Regolamento 261/04 ha il pregio di rendere facile e schematica la comprensione del diritto del passeggero.

L’art. 7, al punto 1, prevede che la compensazione pecuniaria consista in una somma di denaro da corrispondere, quando ne ricorrono i presupposti, in misura crescente rispetto alla distanza percorsa. In particolare:

a) 250 EUR per tutte le tratte aeree inferiori o pari a 1 500 chilometri;

b) 400 EUR per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1 500 chilometri e per tutte le altre tratte comprese tra 1 500 e 3 500 chilometri;

c) 600 EUR per le tratte aeree che non rientrano nelle lettere a) o b).

L’art. 7, al punto 2, prevede un’ipotesi di diminuzione della compensazione.

Difatti,“… Se ai passeggeri è offerto di raggiungere la loro destinazione finale imbarcandosi su un volo alternativo a norma dell’articolo 8, il cui orario di arrivo non supera:

a) di due ore, per tutte le tratte aeree pari o inferiori a 1 500 km; o

b) di tre ore, per tutte le tratte aeree intracomunitarie superiori a 1 500 km e per tutte le altre tratte aeree comprese fra 1 500 e 3 500 km;

c) di quattro ore, per tutte le tratte aeree che non rientrano nei casi di cui alle lettere a) o b),

l’orario di arrivo previsto del volo originariamente prenotato, il vettore aereo operativo può ridurre del 50 % la compensazione pecuniaria di cui al paragrafo 1”.

In definitiva, il passeggero, se il suo volo non parte in orario a causa di un negato imbarco, di un ritardo prolungato ovvero di una cancellazione del volo, ha davvero tanti diritti da far valere tra voucher da spendere in snack, alberghi in caso di partenza il giorno successivo e compensazione pecuniaria.

Almeno al danno non si aggiunge la beffa.

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