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The terminal – Part II

“Due gocce di pioggia non le possono impedire la partenza” … la temuta causa di forza maggiore.

Nel film “Il diavolo veste Prada”di David Frankel, Miranda Priestley (Meryl Streep), la tirannica direttrice della rivista di moda Runway, decide di ritornare a New York, in tempo per assistere al saggio di danza delle figlie; però un uragano ha causato la cancellazione di tutti i voli.

Donna abituata a comandare e ad ottenere tutto quello che decide, Miranda chiama la sua segretaria Andy Sachs (Anne Hathaway) e le ordina di cercarle a tutti i costi un aereo per poter partire: “ due gocce di pioggia non le possono impedire la partenza”. Sullo sfondo della scena si vedono gli alberi piegati dalla forza del vento, è in atto un vero e proprio uragano.

La malcapitata segretaria  trascorre una serata al telefono per cercar di trovare una compagnia aerea disposta a viaggiare, ma, ovviamente, non la trova.

L’episodio estrapolato dal film ci offre l’occasione per parlare di che cosa si debba intendere “ una causa di forza maggiore”.

Nel variegato mondo dei passeggeri c’è chi partirebbe con bufere, uragani, avversità meteorologiche varie, indifferente alla possibilità che il volo diventi un’esperienza da “montagne russe”, e chi invece inizia a pregare già al check in, maledicendo il momento in cui ha comprato il biglietto e che, una volta in volo, al minimo impercettibile vuoto d’aria, urla per il terrore e si raccomanda l’anima a Dio.

Cerchiamo di entrare nel merito, che si sia impavidi o paurosi, di questa benedetta causa di forza maggiore.

Ritardi e cancellazioni sono causa di disagi enormi per i passeggeri, i quali non possono far altro che subirne le conseguenze. Ovviamente, nei casi di forza maggiore, il passeggero deve solo prendersela con la “sua sfortuna”.

Che diritti ha il passeggero quando il suo volo è cancellato per causa di forza maggiore? Cosa si intende, soprattutto  causa di forza maggiore?

Il passeggero non avrà diritto ad alcun rimborso, fermo l’obbligo “dell’assistenza a terra” che si concretizza in pasti bevande etc sotto forma di voucher.

Procediamo con ordine.

Partiamo dalla seconda domanda.

Il trasporto aereo è regolamentato dalla Convenzione di Montreal del 1999 e in Europa, al fine di disciplinare dettagliatamente la materia e rendere maggiormente tutelati i passeggeri, è stato introdotto il Regolamento CE n. 261/2004.

Causa di forza maggiore rappresenta un ostacolo che determina, senza responsabilità per la compagnia aerea, la cancellazione o il ritardo del volo.

L’art. 19 della Convenzione di Montréal del 1999 specifica chiaramente che il “vettore non è responsabile per i danni da ritardo se dimostra che egli stesso e i propri dipendenti e preposti hanno adottato tutte le misure che potevano essere ragionevolmente richieste per evitare il danno oppure che era loro impossibile adottarle”.

L’art. 5 del reg. 261/04  prevede che il vettore aereo non è tenuto a pagare una compensazione pecuniaria a norma dell’articolo 7, se può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare, anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.

La Corte di Giustizia Europea nella Sentenza nella sentenza del 31 gennaio 2013 (giudizio Denise McDonagh (C 12/11), al punto 29, inequivocabilmente chiarisce che“l’espressione «circostanze eccezionali» designa letteralmente circostanze «fuori dalla norma». Nel settore del trasporto aereo, essa designa un evento che non è inerente al normale esercizio dell’attività del vettore in questione e sfugge al suo effettivo controllo per la sua natura o per la sua origine (sentenza Wallentin-Hermann, cit., punto 23). In altri termini, come rilevato dall’avvocato generale, al paragrafo 34 delle sue conclusioni, sono tali tutte le circostanze che sfuggono al controllo del vettore aereo, indipendentemente dalla loro natura e gravità”.

Nel determinare la responsabilità o meno del vettore vige un sistema di “colpa presunta”, quindi quest’ultimo è responsabile, fintantoché non fornisce prova liberatoria delle circostanze esimenti.

Per considerarsi esimente e quindi forza maggiore, occorre dimostrare che ognuno ha adottato tutte le misure che potevano essere ragionevolmente richieste per evitare il danno oppure che era impossibile adottarle.

Analizziamo la prima domanda, ovvero che diritti ha il passeggero quando il suo volo è cancellato per causa di forza maggiore?

La Corte, nella sentenza innanzi detta, evidenzia che le «circostanze eccezionali» ai sensi di tale regolamento, non esimono i vettori aerei dal loro obbligo di prestare assistenza previsto dagli articoli 5, paragrafo 1, lettera b), e 9 del regolamento n. 261/2004”.

Qualora il vettore non presti l’assistenza,“un passeggero può ottenere a titolo di compensazione pecuniaria per il mancato rispetto degli artt. 5 par. 1 lettera b) e 9 del reg. 261/2004 soltanto il rimborso delle somme che, alla luce delle circostanze di ciascun caso concreto, risultavano necessarie, appropriate e ragionevoli. Tale profilo deve essere valutato dal giudice nazionale.”

Quindi, nel caso di causa di forza maggiore, come l’eruzione del Vulcano islandese Eyjafjallajökull (caso della Sentenza analizzata), non viene meno il dovere all’assistenza di cui all’ art. 9 del reg. 261/04.

L’assistenza a terra:

la compagnia aerea ai sensi dell’art. 9 del regolamento 261/04 deve, a titolo gratuito, offrire pasti e bevande “congrue alla durata dell’attesa” che si concretizzano nella maggior parte dei casi in buoni, non convertibili, da utilizzare all’interno delle strutture del Terminal o del Gate al fine dell’acquisto appunto di pasti e bevande.

Qualora si renda necessario il pernottamento (partenza posticipata al giorno successivo), la compagnia aerea deve provvedere gratuitamente anche alla sistemazione in albergo (con annessa cena) unitamente al trasporto tra l’aeroporto e la struttura.

In ogni caso è previsto altresì che “il passeggero ha diritto ad effettuare a titolo gratuito due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica”. Ovviamente questi diritti sono meno sentiti e richiesti, poiché nella maggior parte dei casi il passeggero sopperisce con mezzi propri senza aggravi sensibili di spesa.

In definitiva, il vettore deve fornire l’assistenza a terra, come se fosse una cancellazione, un  ritardo, un negato imbarco causato per propria colpa e, qualora non adempia, il passeggero potrà richiedere quanto speso.

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