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La valigia sul nastrotrasportatore tra amuleti, sale e riti scaramantici

Quali diritti vanta il passeggero che all’arrivo non trova il proprio bagaglio?La perdita di un bagaglio necessita di operazioni tempestive da parte del viaggiatore sfortunato …

Inutile negarlo, quando si viaggia con l’aereo è sempre un’esperienza mistica l’attesa al nastro trasportatore, quando, giunti a destinazione, bisogna ritirare il bagaglio imbarcato nella stiva.

“Sliding doors” è un film del 1998 diretto da Peter Howitt, con la bella Gwyneth Paltrow;  racconta di come la vita di una persona possa cambiare per un piccolo particolare, per un semplice contrattempo. Nel film scorrono due storie della stessa persona: in una, la protagonista riesce a salire su un treno della metropolitana, nell’altra, invece, per un attimo perde il treno. La sua vita  cambia radicalmente: nel primo caso scopre un tradimento del marito, nel secondo caso non lo viene mai a sapere.

E la valigia sul nastro trasportatore è un po’ una storia da “Sliding doors”: come cambia la vacanza/viaggio a secondo che la valigia ci sia su quel nastro trasportatore oppure sia stata smarrita dal vettore.

A nulla valgono amuleti, sale e riti scaramantici, la scena è sempre la stessa per tutti i voli, in tutti gli aeroporti: tutti i passeggeri del volo si dispongono ai margini del nastro trasportatore in trepidante attesa, con la tensione che si taglia con il coltello, fintantoché non emerge la valigia sul nastro; una volta emersa, finalmente si tira un sospiro di sollievo: si può andar via dall’aeroporto.

Al contrario, i meno fortunati sono costretti a restare ancora un po’ in aeroporto. La speranza col passar del tempo si spegne e subentra una triste certezza: il bagaglio non c’è.

Ed è qui che si concretizza la storia da “Sliding doors”. I viaggiatori fortunati, che hanno ritirato il bagaglio, vivono spensierati e vanno a fare ciò che avevano programmato, gli altri invece restano a dannarsi in aeroporto, pronti anche per lo shopping di emergenza.

Il danno è fatto. Anche se, oramai, la maggior parte delle persone si tutela predisponendo nel bagaglio a mano una vera e propria valigia di emergenza, il ritardo di un bagaglio o nei casi peggiori la definitiva perdita, comporta un serio problema, vari disagi, e modifica, in peggio, l’umore del malcapitato durante la vacanza/viaggio.

Che cosa occorre fare, una volta sicuri che il proprio bagaglio è stato smarrito? Quali diritti vanta il passeggero che all’arrivo non trova il proprio bagaglio?

La perdita di un bagaglio necessita di operazioni tempestive da parte del viaggiatore sfortunato, pena la decadenza del diritto al risarcimento.

In via preliminare, occorre aver conservato lo scontrino identificativo del bagaglio rilasciato all’atto del check in dal vettore.

Nel caso di perdita del bagaglio preliminarmente occorre recarsi presso gli uffici “Lost and Found” (Oggetti smarriti) presenti in aeroporto nell’area “Ritiro bagagli”ed effettuare il reclamo.

Sarà consegnato un modulo denominato “P.I.R.” (Property Irregolarity Reports) da compilare, che sarà richiesto successivamente.

Dopodiché occorre distinguere le due diverse ipotesi:

a)  il bagaglio arriva in ritardo: entro 21 giorni dalla consegna ritardata del bagaglio occorrerà inviare la richiesta di risarcimento al vettore. Qualora  il reclamo non venga effettuato entro 21 giorni si perde il diritto al risarcimento. 

b) il bagaglio è  perso definitivamente: se entro 21 giorni dall’arrivo il bagaglio non è ancora stato ritrovato, si intenderà definitivamente perso.

La normativa al solito è regolata dalla Convenzione di Montreal del 1999 agli articoli 17 e 22, in particolare l’art. 17 prevede che  “… il vettore è responsabile del danno derivante dalla distruzione, perdita o deterioramento dei bagagli consegnati, per il fatto stesso che l’evento che ha causato la distruzione, la perdita o il deterioramento si è prodotto a bordo dell’aeromobile oppure nel corso di qualsiasi periodo durante il quale il vettore aveva in custodia i bagagli consegnati. Tuttavia la responsabilità del vettore è esclusa se e nella misura in cui il danno derivi esclusivamente dalla natura dei bagagli o da difetto o vizio intrinseco. Nel caso di bagagli non consegnati, compresi gli oggetti personali, il vettore è responsabile qualora il danno derivi da sua colpa ovvero da colpa dei suoi dipendenti o incaricati.

Se il vettore riconosce la perdita del bagaglio consegnato, ovvero qualora il bagaglio consegnato non sia ancora giunto a destinazione entro ventuno giorni dalla data prevista, il passeggero può far valere nei confronti del vettore i diritti che gli derivano dal contratto di trasporto.

L’art. 22 prevede “… Nel trasporto di bagagli, la responsabilità del vettore in caso di distruzione, perdita, deterioramento o ritardo è limitata alla somma di 1000 diritti speciali di prelievo per passeggero, salvo dichiarazione speciale di interesse alla consegna a destinazione effettuata dal passeggero al momento della consegna al vettore del bagaglio, dietro pagamento di un’eventuale tassa supplementare. In tal caso il vettore sarà tenuto al risarcimento sino a concorrenza della somma dichiarata, a meno che egli non dimostri che tale somma è superiore all’interesse reale del mittente alla consegna a destinazione.”

L’art. 22 come abbiamo letto quindi prevede quale entità di risarcimento la somma di 1000 diritti speciali di prelievo che corrispondono ad € 1.200,00.

Ma non c’è risarcimento che tenga, la valigia è “sacra” in ogni occasione di viaggio e difficilmente un risarcimento riuscirà ad addolcire il malcapitato viaggiatore.

Perdere una valigia è come aver imboccato la storia sbagliata.

Riproduzione riservata ex l.633/1941.

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